3 set 2015

Stop alla collaborazione tra Inkospor e il Team Beraldo Green Paper Biomin dopo la positività al doping di Cunico

 
BenedettoCatinella

Risale a questi giorni la decisione di Inkospor Italia di recedere dal contratto con la squadra ciclistica Team Beraldo Green Paper Biomin. Lo stop alla collaborazione tra il marchio di integratori per lo sport e la squadra vicentina segue la notizia della positività ai test anti-doping riscontrata lo scorso 2 agosto nell’atleta Roberto Cunico.

L’atleta, secondo quanto notificato dal Tribunale Nazionale Antidoping, è risultato positivo all’Eritropoietina Ricombinante nei controlli effettuati in occasione della Granfondo Sestriere La Marmotte. Il Team Beraldo Green Paper Biomin ha già provveduto a dissociarsi pubblicamente dalla condotta dell’atleta. In attesa del pronunciamento definitivo del Tribunale Nazionale Antidoping, la squadra ha comunque allontanato Cunico dal Team. La decisione è stata presa dal Team, come ha dichiarato ufficialmente la squadra, «per coerenza con la propria etica sportiva» e con il proprio «credo in uno sport pulito e lontano da pratiche scorrette».

La condanna al comportamento dell’atleta è stata espressa anche dall’amministratore di Inkospor Italia, Benedetto Catinella, fermamente contrario all’assunzione di sostanze dopanti. Per coerenza con la propria etica, Benedetto Catinella ha interrotto ogni tipo di collaborazione esistente con il Team Beraldo Green Paper Biomin.

La stessa condotta era stata seguita dall’amministratore di Inkospor Italia già un mese fa. Nei primi giorni di agosto, infatti, Inkospor ha interrotto il contratto in essere da quattro anni con la squadra Androni-Sidermec. La decisione, anche in quel caso, era stata dettata dalla notizia della positività ai test anti-doping di due atleti.

«Sono molto dispiaciuto che ben tre atleti, in così poco tempo, siano risultati positivi ai test anti-doping – dichiara l’amministratore di Inkospor Italia Benedetto Catinella -. La decisione di interrompere i rapporti con entrambe le squadre, l’Androni-Sidermec prima e il Team Beraldo Green Paper Biomin ora, è senza dubbio sofferta. Ma la nostra etica professionale ci impone di prendere le distanze da simili situazioni. Speriamo così facendo di contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto l’utilizzo di sostanze dopanti sia un danno per tutti: atleti, team, partner e per lo sport in generale. Come ho già più volte affermato, ritengo che il doping dovrebbe essere considerato un reato di truffa, perché chi ne fa uso defrauda gli altri corridori che gareggiano in modo pulito, e inganna i tifosi e lo sport».

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Ciclismo

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