23 mag 2016

Cunego e Berlato nella fuga decisiva di giornata

 

CUNEGO E BERLATO, GLI #ORANGEBLUE DELLA TAPPA STORICA DEL GIRO

Giro dl'Italia 2016Cunego e Berlato nella fuga decisiva di giornata. Cunego conquista 43 punti per la Maglia Azzurra e consolidata. Berlato va oltre i suoi limiti, e lo paga. Impegno inimitabile del leader delle fughe al Giro d’Italia 2016.

Damiano Cunego si conferma grande protagonista del Giro d’Italia e, forte della leadership nella Classifica dei Gran Premi della Montagna, va all’attacco per conquistare altri punti e consolidare il suo primato.

Ci riesce, entrando nella fuga di giornata (35 corridori usciti dal gruppo nella lunga ascesa verso il Pordoi) e vincendo proprio il GPM di prima Categoria posto sul mitico passo.

Dopo di che, una lunga lotta con i migliori, in una fuga esplosa dopo la prima salita e trasformatasi in una lotta alla sopravvivenza, a colpi di vat lungo i successivi 5 GPM (Passo Sella, Passo Gardena, Passo Campolongo, Passo Giau e Passo Valparola), dove Cunego ha conquistato ulteriori 6 punti sul GPM di Passo Giau.

Una lotta incredibile che ha visto il capitano NIPPO Vini Fantini lottare come un leone fino all’ascesa finale, quando da dietro i leader della generale hanno rimontato i fuggitivi. Cunego ha consolidato ‎il suo primato per la Maglia Azzurra Mediolanum, arrivando a quota 134 punti.

BERLATO – il Vicentino, alla seconda partecipazione al Giro d’Italia e leader della classifica delle Fughe è stato anche oggi protagonista in corsa e determinante‎ per la strategia di squadra. Ha guidato i fuggitivi fino alla cima del Pordoi, lavorando perfettamente per Capitan Cunego. Ma ha fatto forse troppo e, complice l’intensa giornata, quando ormai il più era fatto, ha dovuto cedere ad una brutta crisi ipoglicemica sopraggiunta a 2 km dalla cima di Passo Valparola, quando ormai la corsa volgeva al termine. Spaventato, “Berla” si è fermato ed é stato soccorso dall’ambulanza: nulla di grave di per se (crisi rientrata in un’ora) ma forfait al giro per un corridore che ogni tappa ha dato il cuore per la squadra e per la corsa.

Nonostante i nostri continui richiami, Berlato si è alimentato poco” – spiega Stefano Giuliani, dispiaciuto per l’epilogo del suo fuggitivo, ma felice di averlo ritrovato al bus già stabile e ripreso – “e sopratutto al Giro d’Italia non puoi fare errori così. In una tappa come quella di oggi, oltre tutto con diversi chilometri in quota, alimentarsi per non svuotarsi è essenziale. Mi spiace per “Berla”‎, spero proprio che gli serva da insegnamento per non ripetere in futuro errori così stupidi“.

 

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Ciclismo , Eventi

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