Corretta informazione integrazione alimentare

25 mag 2016

Il fabbisogno proteico – approfondimento tecnico

 

Il fabbisogno proteico

approfondimento tecnico a cura della dott.ssa Danae Pracella

Le proteine sono una delle tre categorie principali di macronutrienti contenute nei cibi, insieme con i glucidi e i lipidi.

Il fine principale delle proteine che introduciamo con la dieta è fornire al nostro corpo gli elementi per la sintesi (amminoacidi) delle proteine che sono necessarie.

A differenza dei glucidi e dei lipidi che hanno una funzione prevalentemente energetica, le proteine svolgono un ruolo plastico, poiché sono necessarie per formare le strutture proteiche che si rinnovano continuamente nel nostro organismo.

Le proteine ricoprono numerose funzioni: strutturali, regolatorie, di difesa immunitaria, di funzionalità muscolare, enzimatiche, ormonali, di trasporto etc.

Adesso vediamo più in dettaglio perché è importante un corretto apporto proteico. Seguirà una breve descrizione sulle proteine.

Le proteine sono dei polimeri costituiti da monomeri di a-aminoacidi legati tra di loro da legami peptidici.

Dalla sequenza, dal numero e dalla combinazione degli amminoacidi nelle catene proteiche deriva la specificità delle proteine e, quindi, la loro funzione.

Tutte le proteine vengono costituite a partire da 20 amminoacidi. Gli amminoacidi si dividono in essenziali e non essenziali.

L’essere umano è in grado di sintetizzare solo 9 amminoacidi, questi sono detti non essenziali. Invece gli amminoacidi essenziali non vengono sintetizzati dal nostro corpo e perciò devono essere introdotti con la dieta. La tirosina è un amminoacido semiessenziale perché la sua sintesi dipende dalla presenza della fenilalanina, mentre la cisteina dipende dalla metionina. (Vedi tabella sottostante).

Affinché nell’organismo possa avvenire la sintesi proteica è necessaria la contemporanea presenza di tutti gli aminoacidi. La carenza di anche un solo amminoacido può causare un bilancio negativo dell’azoto, in quanto viene degradata più proteina di quanta ne viene prodotta. Pertanto è opportuno sottolineare che oltre alla quantità è molto importante la qualità delle proteine che assumiamo, ossia bisogna considerare con grande attenzione sia il fabbisogno proteico che il fabbisogno di amminoacidi essenziali.

Un’altra considerazione da tenere a mente è data dal fatto che le proteine e gli amminoacidi, a differenza dei glucidi e lipidi, non possono essere immagazzinati come riserve nel nostro corpo. Si comprende perciò quanto sia importante il corretto apporto proteico, poiché assicura il turnover delle proteine che quotidianamente vengono degradate, ma allo stesso tempo mantiene il bilancio azotato, ossia l’equilibrio fra la quantità di azoto introdotta con gli alimenti e quella eliminata con gli escreti.

Unica eccezione in cui le proteine possono avere anche una funzione energetica, è rappresentata da queste condizioni: durante il digiuno prolungato o durante un’attività fisica molto intensa e prolungata. In questo caso, gli amminoacidi a catena ramificata (leucina, isoleucina, valina) vengono degradati per scopi energetici.
Se le proteine non sono assunte in quantità sufficiente, la fase di costruzione dei tessuti (anabolica) non riesce a ripristinare le perdite muscolari che sono avvenute nella fase di distruzione (catabolica). In questo caso si avrà una perdita di massa muscolare.

Per garantire il corretto adempimento di tutte le funzioni fisiologiche del nostro organismo si consiglia un apporto energetico giornaliero derivante dalle proteine pari al 10-15% dell’apporto di energia totale.

In un uomo adulto le proteine corporee ammontano a circa 12 kg. Di questi si calcola che giornalmente circa 100-200 g siano soggetti a turnover (processo di ricambio e sostituzione delle proteine vecchie con le nuove).

Fino ad adesso abbiamo parlato dell’importanza del fabbisogno proteico, quindi adesso vediamo come realizzarlo. Tuttavia è opportuno precisare che tradurre questo fabbisogno in termini prettamente numerici è piuttosto difficile, in quanto incidono numerose variabili che cambiano da persona a persona.

I LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) 2012 stabiliscono un valore di assunzione raccomandato per la popolazione italiana (PRI) pari a 0.90 g/kg peso corporeo x die di proteine per un adulto maschio o femmina di età compresa tra i 18-74 anni. L’ente americano Food and Nutrition Board consiglia un’assunzione giornaliera leggermente inferiore, 0.8 g/kg di peso corporeo. Le donne in gravidanza e allattamento hanno fabbisogni proteici aumentati, così come il bambino.

Per quanto riguarda il fabbisogno proteico degli sportivi, diversi studi scientifici (Tarnopolsky 2004; Lemon et al. 1992; Tarnopolsky et al. 1988, 1992; Nocker et al 1972), hanno dimostrato che la richiesta di proteine è maggiore negli atleti. Infatti nell’allenamento si verificano tre condizioni che possono richiedere un apporto superiore di proteine:
1. ipertrofia muscolare
2. aumentata necessità di enzimi
3. sudorazione intensa che porta ad aumentata perdita di azoto.

Questi studi suggeriscono anche i diversi dosaggi proteici in base al tipo di attività sportiva eseguita. Nel dettaglio i fabbisogni giornalieri sono:

• Prestazioni di forza: 1.5-2 g di proteine/kg di peso corporeo;
• Prove di stacco: 1.2-1.5 g di proteine /kg di peso corporeo;
• Prestazioni di resistenza: 1,2-1,4 g di proteine/kg peso corporeo.

Al contrario, alcuni autori sostengono che un aumentato apporto proteico negli atleti non influenza la prestazione fisica. Liguori (Liguori 1972) sostiene che un consumo di 50-60 g al giorno di proteine risulta sufficiente per l’atleta e tale consumo indurrebbe anche un aumento dell’efficienza della prestazione.
Adesso che abbiamo visto i dosaggi proteici giornalieri, è fondamentale considerare le fonti di approvvigionamento proteiche, che notoriamente si dividono in proteine di origine animale e proteine vegetali. Le prime contengono tutti gli amminoacidi essenziali, mentre le proteine vegetali non sono complete da questo punto di vista.
Per valutare la qualità delle proteine, l’indice maggiormente diffuso è il cosiddetto Valore Biologico. Questo valore indica la quantità di azoto in una proteina che viene trattenuto per il mantenimento e/o l’accrescimento dei tessuti e che non viene perso con il sudore, le feci e l’urina. All’uovo è stato assegnato un valore biologico pari a 100, pertanto significa che le proteine dell’uovo contengono amminoacidi assorbibili al 100%, senza alcuna eliminazione. Anche le proteine del siero del latte, del latte, della carne e del pesce hanno un alto valore biologico, mentre le proteine di origine vegetale (ad es. i legumi secchi) hanno proteine a medio valore biologico. Da qui si comprende l’importanza di un’alimentazione ricca e variata per assumere tutti gli amminoacidi che sono preposti alla produzione delle proteine e di altri composti all’interno del nostro organismo.

L’integrazione proteica è consigliata agli atleti di alto livello, alle persone vegane, e alle persone con particolari patologie che non sono in grado di compensare il giusto introito di protidi con la dieta.

Dal momento che i sistemi per l’eliminazione di un surplus di proteine sono normalmente efficienti, un consumo non eccessivamente superiore alle raccomandazioni non è da considerare rischioso. Tuttavia è opportuno sottolineare che un’eccessiva assunzione proteica, e in particolare di proteine con basso valore biologico, può portare ad un aumento della filtrazione e del carico renale. È comunque ragionevole seguire il consiglio del Comitato per la Nutrizione e la Salute del Nutrition Board del NRC USA (NRC, 1989), secondo il quale è prudente che gli apporti in proteine non oltrepassino il doppio del livello raccomandato.

Amminoacidi essenziali Amminoacidi semiessenziali Amminoacidi non essenziali
Fenilalanina Cisteina Alanina
Isoleucina Tirosina Arginina
Istidina Asparagina
Leucina Aspartato
Lisina Glicina
Metionina Glutammato
Triptofano Gluatammina
Valina Prolina
Tronina Serina

Tabella amminoacidi (fonte LARN 1996).

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15 apr 2016

Protein Shake – dott.ssa Danae Pracella

 

Protein Shake Laktose Free

Con Protein Shake Laktose Free vegani, intolleranti al lattosio e intolleranti al glutine non dovranno più rinunciare al delizioso frullato proteico dopo l’allenamento.
Protein Shake Laktose Free contiene l’ 80% di proteine vegetali della soia ad alto valore biologico (115) ed è ricco in sali minerali e preziose vitamine. In più questo shake proteico è:
- privo di zuccheri aggiunti
– senza lattosio
– senza glutine
– vegano
– no OGM
– a basso contenuto di grassi, colesterolo e purine
Contiene edulcoranti e una fonte di fenilalanina.

Ingredienti: (gusto vaniglia) Proteine della soia (con sulfite), caramello istantaneo (sciroppo di zuccchero, maltodestrine), addensante alginato di sodio, aromi, edulcoranti (acesulfame K, glicosidi steviolici, aroma), niacina, acido pantotenico, vitamina B6, vitamina B2, vitamina B1, acido folico, vitamina B12. Senza lattosio (<10mg/100ml di prodotto pronto all’uso), senza glutine (

Confezione: barattolo da 450 gr

Gusto: vaniglia, latte macchiato

Chi : Particolarmente adatto per vegani, intolleranti al lattosio e al glutine. Ideale per fitness e atleti amatoriali
Quando : dopo l’allenamento o come spuntino, raccomandato tra i pasti.
Come : 2 porzioni al giorno
Preparazione : 25 gr (3 cucchiai) in 250 ml di acqua, agitare con shaker o frullatore

Gusto Vaniglia
Analisi media
Per 100 g % RDA* Per porzione
(25 g in 250 ml d’acqua)
% RDA*
Valore energetico 1569 kj (370 kcal) 392 kj (93 kcal)
Proteine 80 g 20 g
Carboidrati 1.5 g 0.38 g
Di cui Zucchero 1.0 g 0.25 g
Lipidi 3.5 g 0.88 g
Di cui acidi grassi saturi 0.52 g 0.13 g
Fibre 0.81 g 0.20 g
Sodio 1.3 g 0.33 g
Niacina 12 mg 75% 3.0 mg 19%
Acido pantotenico 6.0 mg 100% 1.5 mg 25%
Vitamina B6 2.0 mg 143% 0.50 mg 36%
Vitamina B2 1.6 mg 114% 0.40 mg 29%
Vitamina B1 1.4 mg 127% 0.35 mg 32%
Acido folico 200 mg 100% 50 mg 25%
Vitamina B12 1 mg 40% 0.25 mg 10%
*Le percentuali si riferiscono agli apporti giornalieri raccomandati
Profilo amminoacidico per 100g di proteina pura. Gusto Vaniglia.
*amminoacidi essenziali
L-Leucina* 9.3 g
L-Isoleucina* 5.5 g
L-Fenilalanina* 5.9 g
L-Lisina* 7.1 g
L-Treonina* 4.2 g
L-Valina* 5.7 g
L-Metionina* 1.5 g
L-Triptofano 1.6 g
L-Cisteina+L-Cistina 1.5 g
L-Serina 5.9 g
L-Arginina 8.6 g
Glicina 4.7 g
L-Prolina 5.8 g
L-Alanina 4.9 g
L-Acido Aspartico 13.1 g
L-Acido Glutammico + L-Glutammina 21.6 g
L-Istidina 2.9 g
L-Tirosina 4.3 g

Perché scegliere questo prodotto

Approfondimento scientifico-nutrizionale a cura della Dott.ssa Danae Pracella

Protein Shake Laktose Free è uno shake proteico ricco di proteine vegetali della soia ad alto valore biologico (115). Le proteine contenute in questo prodotto sono altamente digeribili e solubili in acqua, inoltre producono poche scorie azotate non sovraccaricando il fegato. L’aggiunta di importanti vitamine rende questo concentrato proteico un integratore completo e di ottimo livello, molto indicato per vegetariani e vegani che spesso presentano una carenza della vitamina B12. E’ inoltre specialmente consigliato per persone intolleranti al lattosio e al glutine.
Qual è il vantaggio di scegliere le proteine derivanti dalla soia e il Protein Shake Laktose Free rispetto ad altri integratori proteici?
La soia e gli alimenti derivati dalla soia vengono consumati da millenni nei paesi orientali, soprattutto in Cina. Invece, nei paesi occidentali la produzione e il consumo della soia è notevolmente incrementato negli ultimi dieci anni, soprattutto dopo l’approvazione della FDA (ente americano che vigila su alimenti e farmaci) nel 1999, di un’indicazione sull’etichettatura per le proteine della soia nella prevenzione della malattia coronarica.
Le proteina della soia costituiscono una valida alternativa alle proteine animali. Tra i diversi vantaggi ci sono:
- l’abbassamento dei livelli di trigliceridi, colestorolo totale e colesterolo LDL
- minore incidenza di malattie cardiovascolari e diabete tipo 2
- presenza di isoflavoni

Diversi studi hanno mostrato che le proteine della soia contribuiscono ad abbassare i livelli di trigliceridi nel fegato e nel sangue, così come il colesterolo totale e colesterolo LDL (colesterolo cattivo) nel sangue. Questo può contribuire a una minore incidenza di malattie coronariche, arteriosclerosi e diabete di tipo 2.
Le proteine della soia contengono isoflavoni, dei fitoestrogeni che agiscono analogamente agli estrogeni. Sono stati condotti numerosi studi che evidenziano gli effetti positivi degli isoflavoni della soia nelle donne in menopausa, influenzando positivamente l’equilibrio del calcio nelle ossa.

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13 giu 2014

L’Italia alimentare che non ti aspetti: uno dei paesi più controllati ma con più manomissioni alimentari

 

contraffazione alimentareDopo lo scandalo di corruzione EXPO 2015 delle scorse settimane, nei giorni scorsi i media hanno parlato (nuovamente) di manomissioni alimentare.

Si, in Italia siamo molto rigidi. E’ un paese con moltissime regole, vincoli e con una normativa molto articolata, senza parlare dei processi amministrativi.

Nonostante questo, nel settore alimentare, siamo uno dei paesi con più contraffazioni nella filiera produttiva. Parliamo di alimentazione che finisce quotidianamente sulla tavola del consumatore finale.
Proprio in questi giorni l’ennesimo caso di contraffazione è su tutti i giornali, animali malati macellati ed immessi sul mercato, carni e pesci colorati artificialmente con elementi dannosi per l’organismo per risultare apparentemente più freschi, materie prime scadute (ed avariate) utilizzate come buone.
Gli allevamenti sono sottoposti a numerosi controlli, dallo stato di salute degli animali alle loro condizioni di trasporto, dallo stoccaggio  alle scadenze dei mangimi e molto altro….
Nonostante tutto, la situazione è questa: alto tasso di contraffazione. A pagarne le conseguenze, è sempre il consumatore.
Da anni ci battiamo per una corretta informazione nell’integrazione e nutrizione sportiva. Se la situazione nel settore alimentare, soggetta a controlli rigidissimi è drammaticamente fuori controllo, provate a pensare come possa essere il settore dell’integrazione alimentare, che non è soggetto a regole e rigidi controlli rispetto al settore alimentare.

controlli alimentari
Il mercato degli integratori alimentari è latitante di informazioni utili al consumatore, le pubblicità sono prevalentemente ingannevoli, pochi operatori del settore sono commercianti seri, gli altri operano in questo settore sfruttando la disinformazione che regna e pensando solo al loro guadagno personale, si vantano di vendere i migliori prodotti sul mercato ma, nessuno di questi è in grado offrirvi le garanzie dei prodotti  Inkospor.

La nostra sensazione è che il consumatore sia talmente disorientato che è persino timoroso dal provare nuovi marchi, come ad esempio il nostro, provate i nostri prodotti, non rimarrete delusi, sono buoni, facilmente digeribili ed efficaci: Inkospor è l’unico marchio, in questo settore, ad offrire al consumatore il migliore rapporto qualità prezzo con  le seguenti garanzie:

  • ETICHETTE VERITIERE: Corrispondente all’esatto contenuto della confezione
  • TRASPARENZA: Con iniziativa “porte aperte alla Inko”
  • GARANZIA: Certificazione DIN EN ISO 9001:2008
  • COMPETENZE: Sviluppati e prodotti da Nutrichem Diat + Pharma
  • VALORE BIOLOGICO: Le nostre proteine riportano il loro V.B. in etichetta
  • PUBBLICITA’ COMPARATIVA: Format  promozionale autorizzato dalla legge

Sul sito www.inkospor.it troverai l’approfondimento di questi sei punti di forza , le nostre pubblicità comparative ed i nostri  punti vendita .
La qualità non è una questione di pubblicità, ma è frutto di professionalità ed esperienza.
Nell’alimentazione come nell’integrazione alimentare, nel vostro interesse, pretendete garanzie e qualità, sempre e senza compromessi.

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26 mag 2014

Corruzione e disinformazione, a pagare è sempre il cittadino

 

Benedetto CatinellaQuanto costa la

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corruzione in Italia? Nei giorni scorsi, durante alcuni servizi dedicati allo scandalo EXPO 2015, ho sentito dire che i più ottimisti ritengono che il costo per il cittadino sia circa l’1% mentre i più pessimisti un 4%.

I casi di corruzione di cui si parla in questi giorni su giornali e TG sono lo specchio fedele di una cultura “malata”, ostaggio della logica del profitto “ad ogni costo”, una mentalità che crede più nelle scorciatoie che nell’informazione e che, come al solito, pensa solo a fare soldi sulla pelle dei cittadini.

E’ questo orientamento corrotto e scorretto che altera il mercato e penalizza il consumatore.

Questo è un mercato dove regna l’improvvisazione e dove le competenze sono spesso svilite. Troppo spesso nei messaggi promozionali manca la trasparenza. Ma la pubblicità fasulla non garantisce niente, se non un prezzo più alto per il consumatore finale.

Nel nostro paese questa cultura errata della disinformazione ha passato la soglia di allarme, adesso infatti, le persone fanno più fatica di qualche tempo fa a distinguere informazioni più o meno verosimili, i prodotto vengono scelti spesso per la pubblicità fatta e per il basso costo e si dedica una attenzione scarsa e superficiale per approfondire le caratteristiche di un prodotto, confrontarlo con altri, verificare il rapporti qualità/prezzo e garanzie offerte dal produttore al consumatore.

Spesso l’abitudine ci condiziona ed ha il sopravvento nella scelta dei prodotti che utilizziamo rispetto a altre marchi che danno garanzia, trasparenza e forniscono una corretta informazione, a parità di prezzo.

Niente di più sbagliato. Pensiamo all’acquisto di

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un auto, comprereste mai un auto senza garanzia? A parità di prezzo, comprereste un auto in garanzia o fuori garanzia?
La garanzia non è una esclusiva delle automobili, ma dovrebbe essere ricercata in tutti i prodotti, con una attenzione particolare, specialmente verso quelli che incidono sulla salute.

Riteniamo sia necessario riportare l’attenzione sul prodotto e sul consumatore, offrendo garanzie reali, trasparenti e verificabili, svolgendo una corretta informazione e magari, per aziende che producono o commercializzano con questi principi di etica e professionalità, anche una collaborazione più stretta con le associazioni di tutela dei consumatore e degli organi dedicati delle istituzioni.

Benedetto Catinella
Amministratore Inkospor Italia

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21 feb 2014

Impiego di Aspartame negli integratori alimentari, dosaggi ottimali, di attenzione e sicurezza

 

Forumla AspartameQuesto articolo di approfondimento, nasce da uno spunto di un commento di un nostro lettore in merito ad un quesito relativo all’impiego di aspartame negli integratori alimentari.

A nostro avviso sarebbe molto limitante dare una breve risposta come commento, preferiamo argomentare, come abbiamo fatto in passato per altri argomenti come ad esempio il valore biologico, con una risposta approfondita e verificabile grazie alle fonti bibliografiche indicate.

Di seguito riportiamo la domanda del nostro lettore:
“I prodotti sono ottimi, ma ne userei molto ma molto di piú ma purtroppo ancora inkorspor usa ancora l‘aspartame e acesulfame che sono ormai scentificamente accertati che fanno male alla salute.Perché una ditta cosi attenta alla qualità si ostina a usare tali sostanze? Attendo una vs.risposta.Saluti.

Ringraziamo pertanto il nostro lettore per la domanda e per lo spunto datoci per poter approfondire questo interessante e controverso argomento.

Innanzi tutto cosa è l’aspartame. L’aspartame è costituito da due amminoacidi (acido aspartico e fenilalanina). E’ utilizzato in molti cibi e bibite grazie al suo potere dolcificante che è circa 200 volte superiore al saccarosio. Per questo viene utilizzato in dosi estremamente ridotte per incidere sul gusto.
L’aspartame è comunemente usato come dolcificante da tavola, nelle preparazioni alimentari, nelle bevande dietetiche e non, nelle ricette che non richiedono troppo riscaldamento (non è termostabile).

L’aspartame è in uso negli Stati Uniti fin dagli anni ’80. E’ stato approvato nel 1981 dalla FDA (Food and Drug Administration) dopo numerosi test.

Partiamo dal concetto che qualsiasi alimento dovrebbe essere assunto in quantità ottimali per il fabbisogno dell’organismo, eventuali carenze o dosaggi eccessivi possono avere conseguenze negative, più o meno gravi. Questo vale per il cibo, medicinali ed integratori alimentari.

Anche mangiare tutti i giorni 1 Kg di carne rossa, magari una fantastica fiorentina, alla lunga può avere ripercussioni negative sull’organismo. Per questo i dietisti la consigliano in media in 2 soli pasti alla settimana.

Premettiamo che l’aspartame o edulcoranti simili sono presenti solo in una piccola parte di integratori Inkospor, mentre sono privi di aspartame molti altri prodotti.

Sono infatti privi di aspartame o altri edulcoranti tutta la linea delle barrette: X-TREME Protein Pack, X-TREME Protein Cruncher, X-TREME Protein Flash, X-TREME Power Flash, X-TREME Protein XXL, X-TREME LOW GI, X-TREME Energy Bar, Active low-carb, Active balance, Active Balance L-Carnitina, Active krokant, Balance bar, Active Balance Fit, etc…
Sono privi di aspartame tutti gli integratori in pasticche/capsule: X-TREME BCAA, X-TREME ZMA, X-TREME CLA, X-TREME Aminostrong, Active Balance L-Carnitina, Active Balance Omega3, etc…
In genere una dose minima di aspartame è presente nelle proteine con gusti specifici, mentre ne è priva in prodotti neutri come ad esempio l’ X-TREME Muscle 95.
Sono privi di aspartame anche bevande idrosaline come: Active ISO Drink, Active Refresh.
E così per molti altri integratori della nostra linea.

Gli integratori che contengono aspartame, hanno DOSI MINIME, assolutamente lontane dalle quantità minime considerate per livelli di attenzione.

La FDA (Food And Drug Administration) stabilisce una dose giornaliera accettabile (acceptable daily intake ADI) per ogni dolcificante, che è l’importo massimo considerato sicuro da consumare ogni giorno durante la vita di una persona. L’ADI è impostato per essere circa 100 volte inferiore alla quantità minima che potrebbe causare problemi di salute.

La FDA ha fissato l’ADI per l’aspartame a 50mg/Kg corporeo. Nell’Unione europea, l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha raccomandato un ADI leggermente inferiore per l’aspartame: 40 mg/kg corporeo.

Ad esempio in un soggetto adulto di 75 kg questa dose massima è pari a 3.750 mg al giorno.

Secondo le EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) la dosa giornaliera di aspartame accettabile è di 40 mg/Kg corporeo.
Un esempio pratico su un prodotto Inkospor. Prendiamo uno dei prodotti con una concentrazione di aspartame superiore, poiché legato ad un prodotto prevalentemente per uso dietetico: Active Soja Plus.
In questo caso l’aspartame ha una concentrazione di 360mg/100g. La dose giornaliera consigliata è di 25g di prodotto, pari all’assunzione giornaliera di 90mg.

Se prendiamo come riferimento la dose più restrittiva dell’EFSA di 40mg/Kg corporeo, e prendiamo come riferimento una donna di 55Kg, la dose massima accettabile sarebbe di 55×40=2200 mg contro i 90mg assunti nell’Active Soja Plus.

Prendiamo sempre come riferimento la dose più restrittiva dell’EFSA di 40mg/Kg corporeo, e prendiamo come riferimento un uomo di 73Kg, la dose massima accettabile sarebbe di 73×40=2920 mg contro i 90mg assunti nell’Active Soja Plus.

Le agenzie internazionali FDA e EFSA hanno valutato sicuro l’uso dell’aspartame.
L’EFSA nel 2009 riporta che: “Sulla base delle evidenze riportate …. Non c’è alcuna indicazione di potenziale genotossico o cancerogeno dell’aspartame e non vi è alcun motivo per rivedere l’ADI precedentemente stabilita per l’aspartame di 40 mg / kg di peso corporeo”.

In merito all’acesulfame, l’ FDA indica come consumo massimo giornaliero accettabile 15mg/Kg corporeo.
Quindi il consumo giornaliero massimo accettabile per una persona di 73Kg è di 1095mg.
Se prendiamo come riferimento uno dei prodotti a concentrazione maggiore, l’ Active Soja Plus, la dose giornaliera sarebbe di 7,3mg rispetto al limite massimo giornaliero di 1095mg.

La ricerca sui dolcificanti artificiali, inclusi l’aspartame, continua tutt’oggi, come moltissimi altre sostanze ed elementi per impiego alimentare.

Ci teniamo quindi a sottolineare il fatto che all’interno della vasta gamma di prodotti Inkospor, i prodotti che contengono aspartame, lo contengono in DOSI MINIME assolutamente lontane dalli volumi minimi di attenzione.

Queste dosi sono ben lontane da dosaggi medi di moltissimi alimenti di uso comune come bibite, yogurt, dado da cucina, Chewingum, etc..  Un esempio concreto: una diet soda, ad esempio una Coca Cola Light  , contiene 125mg di aspartame. Se prendiamo un uomo medio dal peso di 75Kg, la dose accettabile giornaliera di aspartame secondo EFSA sarebbe di 3000, per cui dovrebbe assumere 24 lattine al giorno per raggiungere i livelli minimi di attenzione (di per se già 100 volte inferiori a alle dosi considerate pericolose).

prodotti con aspartame
E’ comunque precisare che possono insorgere, per tutti gli alimenti e sostanze assunte, problematiche legate all’accumulo dovuto ad una assunzione continuativa prolungata. Se assumessimo il 40% giornaliero in meno di una sostanza rispetto alla dose massima giornaliera consigliata, ma per molti anni, il nostro organismo potrebbe comunque avere problemi legati proprio all’accumulo di tale sostanza.

Nel caso delle dosi estremamente ridotte di concentrazione di aspartame negli integratori alimentari Inkospor. Se prendiamo una persona di 73Kg,  tale dose incide solo del 3% sulla dose giornaliera massima. La percentuale è talmente bassa, che non incide su problematiche legate ad accumuli nel tempo.

L’aspartame se soggetto a riscaldamento perde la sua funzione, a differenza dell’acesulfame che è stabile al calore. Per questo ad esempio nei prodotti di pasticceria da forno viene utilizzato acesulfame, mentre nei prodotti che non necessitano di essere riscaldati si utilizza l’aspartame.
Tutto questo è supportato da un team esperto di ricerca e sviluppo, da laboratori ad altissima innovazione tecnologica, da un certificato di produzione ISO 9001:2008 (unico nel settore dell’integrazione alimentare) e da solide collaborazioni scientifiche con medici nutrizionisti, biologi, dietisti e medici dello sport, e molti altri professionisti.

Ci auguriamo che questo approfondimento possa rassicurare gli utilizzatori più attenti e scrupolosi come lei, e possa dare un contributo su una corretta informazione.
Lo staff Inkospor

Bibliografia informazioni presenti nell’articolo:

  • American Cancer Society
  • National Cancer Institute
  • Food And Drug Administration
  • Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare
  • “Aspartame, low-calorie sweeteners and disease regulatory safety and epidiomological issues”. Marinovich M., Galli CL., Bosetti C., Gallus S., La Vecchia C. Food Chem Toxicol. 2013 Oct

 

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